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Due motivi per allattare al seno

osteopatadellacqua

Giusto ieri parlavo con un giovane papà e del suo piccolo ometto che sta iniziando lo svezzamento.

Mi sono permesso di ricordargli che il latte materno ha ineguagliabili proprietà che si modificano con il passare dei mesi e che vale la pena proseguire l’allattamento ben oltre lo svezzamento proprio perchè attraverso questo specialissimo alimento il bimbo potrà ricevere ancora e ancora un nutrimento "personalizzato".

Non voglio parlare di tempi e modalità perchè saranno oggetto del laboratorio che sto preparando con l’aiuto di esperti del settore, ma del perchè in fase di raccolta dati (anamnesi) chiedo se il piccolo che mi è stato portato da valutare e trattare è stato allattato al seno.


Tra i tanti due ritengo siano motivi davvero importanti

Il primo è di valore nutritivo o meglio immunitario: il latte materno infatti contiene anche una grande gamma di microrganismi e di oligosaccaridi che contribuiscono a formare le fondamenta di tutto quel complesso sistema simbiotico che è il microbiota intestinale del bimbo, che gli permette di metabolizzare lo stesso latte materno (e i futuri alimenti ingeriti) e di produrre le prime risposte immunitarie.


Questo delicato sistema è fortemente influenzato dall’assunzione di antibiotici sia direttamente dal bimbo che dalla mamma prima e dopo il parto. Va da sé che, anche come suggerisce l’OMS, l’assunzione di antibiotici andrebbe sempre scelta con attenzione e sotto guida medica.


Il secondo è l’aspetto meccanico: è ormai chiaro che l’atto della suzione al seno sia fisiologicamente una funzione che, se ben eseguita, permette non solo una efficace nutrizione ma anche un corretto sviluppo delle strutture della bocca e indirettamente del cranio.

L’effetto modellante della pressione linguale sul palato, il controllo delle catene miofasciali che partono della lingua e arrivano fino alla base cranica, coinvolgendo la cervicale, sono funzioni che allenano il bambino a trovare la giusta armonia di tensioni e compressioni per dare stimoli adeguati allo sviluppo osseo e muscolare.

Non a caso la difficoltà ad attaccarsi al seno o ad un seno in particolare possono essere segno di rigidità, asimmetrie e tensioni, legate al parto o alla vita intrauterina, che l’osteopata può trattare e ridurre. Il corretto posizionamento della bocca del bimbo nell’ingaggio con il capezzolo e del corpo rispetto al seno materno sono punti importanti per agevolare il recupero di una corretta funzione.





L’allattamento artificiale con biberon è una strategia a volte indispensabile e che comunque, con i giusti accorgimenti, può compensare ottimamente e fornire in maniera adeguata questi due aspetti così unici e importanti.

Il consiglio è di non arrendersi alla prima difficoltà (non si attacca e mi fa male, non mangia, non prende peso....) e di chiedere aiuto agli specialisti per capire se e come assicurare al neonato l’allattamento al seno.

Un gesto naturale che nella sua semplicità racchiude un universo di interazioni, reazioni, funzioni e amore.



alla prossima!

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Enrico Dell'Acqua Fisioterapista Osteopata DO

Fisioterapista iscritto n.148 Ordine interprovinciale della professione sanitaria di fisioterapista di Milano, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Monza-Brianza, Sondrio e Varese

CF: DLLNRC76P22A818N - P.IVA: 06312200964

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